Come scattare ottime fotografie

Per realizzare delle ottime fotografie dovremmo conoscere alcune regole basilari che ci permettono di organizzare al meglio la composizione della nostra immagine. Una di queste è proprio la “regola dei terzi” e i motivi per cui dovremo conoscerla, se vogliamo diventare dei bravi fotografi /videomakers sono molto semplici:
– è una delle tecniche preferite dai pittori rinascimentali e applicata nei loro dipinti (Raffaello, Michelangelo, Tiziano etc);
– rende le nostre fotografie molto più interessanti;
– è molto facile da applicare.
Oggi diverse macchine fotografiche (e anche smartphone) utilizzano una griglia nel mirino o sullo schermo LCD già impostata sulla regola dei terzi in modo che il fotografo riesca più facilmente ad utilizzarla.
Ma a cosa serve la regola dei terzi? Perchè riesce a rendere le nostre immagini più interessanti? Scopriamolo insieme nell’articolo analizzando alcune tipiche situazioni di scatto: paesaggio, ritratto, still life.

Cos’è e come funziona la regola dei terzi.

Per eseguire al meglio questa regola dobbiamo comporre la nostra immagine dividendo il nostro campo fotografico con due linee verticali che vanno a formare tre segmenti verticalmente uguali e due linee orizzontali che vanno a formare tre segmenti orizzontalmente uguali . Entranbe le linee dono equidistanti tra loro. In ognuno sei segmenti ricavati si formano tre riquadri uguali, ecco perchè è detta la regola dei terzi (applicabile anche nelle foto in verticale). Più facile a farsi che a dirsi. Le linee orizzontali e quelle verticali vengono chiamate linee di forza, mentre i punti di intersezione vengono chiamati punti focali o anche punti di interesse (figura 1)

Figura 1. Linee di forza e punti focali

Quello che bisogna assolutamente ricordare è che i punti focali individuano delle aree di maggior interesse per lo sguardo dello spettatore rispetto al centro o alla periferia della nostra immagine mentre le linee di forza tracciano dei percorsi  di esplorazione (quasi forzati) per il nostro occhio. Sono proprio queste le caratteristiche della regola dei terzi di cui bisogna tener conto per comporre una bella e apprezzabile fotografia. Ma in che modo? Posizionando il nostro soggetto principale in uno dei punti focali e suddividendo l’inquadratura rispettando le linee di forza (figura 2)

Figura 2. Esempio di suddivisione dell’immagine secondo la regola dei terzi

Quando collochiamo il soggetto semplicemente al centro della nostra immagine, la fotografia risulta più statica anche se armonica nel complesso. Ma come succede spesso la nostra mente trova più interesse nel contrasto che nell’armonia ed è proprio qui che entra in gioco la nostra regola dei terzi. Decentrando  il nostro soggetto principale su uno dei punti focali e lasciando quindi un “vuoto” su un lato, sbilanceremo la nostra immagine andando a creare un contrasto visivo che il nostro occhio tenterà di risolvere inutilmente. Facendo ciò lo spettatore individuerà comunque il soggetto principale (così come avviene in una foto con il soggetto al centro) ma nel contempo lo spettatore è obbligato a distogliere lo sguardo dal soggetto per esplorare ciò che gli sta a lato (questo non avviene nelle foto con soggetto centrale). Possiamo affermare quindi che seguendo la regola dei terzi e decentrando il soggetto evitiamo a l’occhio di fermarsi sul soggetto centrale e lo obblighiamo ad esplorare tutta la fotografia. Lo sguardo dello spettatore diventa quindi dinamico e salta continuamente dal soggetto principale alla periferia della foto e se si è bravi nello sfruttare le linee di forza di cui parlavamo prima, saremo noi stessi a dire all’occhio dello spettatore dove andare.

La regola dei terzi nei paesaggi

In genere, quando si applica la regola alle fotografie di paesaggi si tende a dare più importanza alle linee di forza che ai punti focali anche se dipende da ciò che si vuole evidenziare.

Nel paesaggio ciò di cui dobbiamo tener conto è la linea di orizzonte. Se la poniamo sulla linea di forza orizzontale superiore diamo più importanza alla terra (figura 3), se la poniamo sulla linea di forza orizzontale inferiore diamo più importanza al cielo (figura 4)

Figura 3. Orizzonte posizionato sulla linea di forza orizzontale superiore (colore rosso)

Figura 4. Orizzonte posizionato sulla linea di forza orizzontale inferiore (colore rosso)

Chiaramente si possono sfruttare anche i punti focali come possiamo osservare nell’immagine successiva dove il fotografo ha voluto porre l’attenzione sul punto focale in basso a sinistra che coincide proprio con il punto in cui il sole riflette di più nell’acqua colorandola di arancione e con il tramonto (Figura 5). Un buon esempio di come giocando con le linee di forza e i punti focali portiamo l’occhio a esplorare tutta la fotografia.

Figura 5. La regola dei terzi applicata su linee e punti focali

Nel prossimo articolo analizzeremo la regola dei terzi nel ritratto e nello still life e faremo degli esercizi insieme.

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